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L'illuminazione,
in particolare di aree esterne ad uso pubblico, ha sempre svolto un
importante funzione di carattere sociale ed urbanistico.
Per molti anni si è commisurata la capacità di illuminare le vie e
piazze con il livello di benessere dei rispettivi abitanti. Ancora oggi
questo concetto un po' estremo viene sbandierato come status e come
elemento di orgoglio campanilistico.
Oggi si deve pensare con una visione che miri ad ottimizzare l'impiego di
risorse energetiche ed a incrementare la sicurezza, nel senso più ampio
possibile, delle nostre strade.
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La
progettazione di impianti di illuminazione pubblica ha avuto una notevole
riabilitazione negli ultimi anni a seguito della crescente esigenza
di: sicurezza, riduzione dell'inquinamento luminoso, efficienza,
economicità di gestione e manutenzione.
Non si realizzano, o meglio non si dovrebbero più realizzare, impianti in
maniera indiscriminata senza tenere in dovuto conto del contesto in cui
essi si collocano e delle aspettative attese.
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L'assenza
di progettazione non conduce solamente ad uno spreco di risorse in fase
realizzativa, ove spesso vige la regola:
"per non sbagliarci mettiamo qualcosa in più,
o peggio in meno",
ma ancor peggio comporta una responsabilità diretta del committente
nel caso in cui non siano rispettati i limiti normativi attualmente
previsti.
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In
paticolare:
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Il
valore di illuminamento delle aree
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Il
valore di luminanza riflessa
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Il
limite di abbagliamento generato
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L'ammontare
dell'inquinamento luminoso prodotto
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Il
rispetto dei vincoli di distanza dalle opere esistenti
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L'impiego
di materiali idonei, sicuri ed efficienti
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La
massimizzazione del risparmio energetico
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